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  • Riso in cagnone ai caprini Cascina Bolumera

    riso in cagnone Ricetta tipicamente biellese è quella del Riso in cagnone, tradizionale piatto di nozze dell'Alto Biellese.

    Il Riso in cagnone è una ricetta semplice, frutto della saggezza contadina popolare, ma molto gustosa e adatta agli amanti dei buoni formaggi.

    Per cucinare questa ricetta abbiamo scelto di utilizzare i formaggi di Capra della Cascina Bolumera, che hanno regalato un sapore più particolare e raffinato al nostro piatto.

    Ingredienti per 4 persone:

     

    Preparazione: 5 minuti

    Cottura:  ca. 25 minuti

    Livello di difficoltà: basso

     

    In una casseruola, fate fondere metà del burro con la cipolla tagliata fine fine. Quando si sarà imbiondita, aggiungete il riso crudo e lasciatelo rosolare per qualche istante senza farlo colorire, rigirandolo con cura con un cucchiaio di legno.

    Irroratelo lentamente con il brodo caldo, aggiungendone un mestolo dopo l'altro man mano che viene assorbito dal riso, continuando a mescolare fino a portare a cottura il riso, in un intervallo di tempo variabile tra i 15 e i 18 minuti a seconda del tipo di riso.

    Nel frattempo tagliate a piccoli pezzi il formaggio di capra della Cascina Bolumera. Noi abbiamo utilizzato in parti uguali la tometta a pasta dura e i caprini.

    In un tegame scaldate la metà restante di burro e, non appena il riso sarà cotto, fatelo saltare a fiamma non troppo alta nel tegame, aggiungendo a poco a poco il formaggio, mescolando continuamente finché raggiunga una consistenza cremosa. Nel caso dovesse asciugarsi troppo, aggiungete un cucchiaio di brodo.

    Terminate aggiungendo qualche rametto di timo fresco per regalare al vostro piatto una sfumatura di sapori e un profumo di montagna.

    Per chi ama la birra, il nostro riso in cagnone è ottimo in abbinamento con la Lager della Birra Madama.

  • Caponet con salame sotto grasso del Salumificio Gabba

    caponet

    I Caponet sono un piatto tipico piemontese, che presenta diverse varianti a seconda della stagione e del luogo in cui viene realizzato.

    Noi abbiamo scelto di raccontare la versione tipicamente biellese, rivisitandola attraverso l'utilizzo del salame sottograsso Salumificio Gabba e dell'olio extra vergine Santa Tecla.

    Sentirete il profumo dell'autunno, il calore della stufa e l'amore per la buona tavola non appena  avrete acquistato gli ingredienti e preparato tutto l'occorrente per cimentarvi in questo piatto, frutto di un'antica tradizione e sulla semplicità contadina.

    Ingredienti per 4 persone:

     

    Preparazione: circa mezz'ora

    Cottura: pochi minuti

    Livello difficoltà: Medio-basso

     

    Pulite la verza, levate le coste più rigide, tagliate 12 foglie cercando di ritagliarle di una misura abbastanza uniforme e scottatele rapidamente in una pentola d'acqua bollente, leggermente salata, avendo cura di non farle diventare troppo molli.

    Fate imbiondire in padella mezza cipolla con l'olio extra vergine e fate saltare la carne trita per qualche minuto, lasciandola soffriggere a fuoco basso fino a quando sarà ben cotta.

    Nel frattempo mettete il pane a bagno del latte e lasciatelo ammorbidire. Dopo di che strizzatelo e mettetelo in una terrina.

    Aggiungete al pane la carne, il salame e il prezzemolo e mescolate fino a ottenere un impasto omogeneo, regolando con sale e pepe. Formate 12 palle e poi datele una forma allungata, come per creare dei cilindri.

    Avvolgeteli delicatamente con le foglie di verza e legatele con un filo da cucina bianco.

    Fatele friggere per pochi minuti in abbondante olio extravergine. Eventualmente potete aggiungere al soffritto, secondo i gusti, della pancetta o del lardo.

    Serviteli ben caldi e accompagnateli con un vino corposo. tipo Nebbiolo.

     

  • Crostatine di zucchine

    Crostatine di zucchine con pasta frolla, zucchine e porri.

    Crostatine di zucchine Crostatine di zucchine.

    Crostatine di zucchine delicate con un delizioso contrasto tra un dolce tenue ed il salato del ripieno esaltato dalla curcuma.

    Ingredienti per 6 persone:

    • 500 gr di pasta brisée
    • 800 gr di zucchine fresche
    • 300 gr di porri
    • 30 gr di burro
    • 30 gr di grana padano grattuggiato
    • 1/2 cipolla bionda
    • olio EVO q.b.
    • sale q.b.
    • pepe nero da macinare q.b.
    • 1 uovo

    Per il roux alla curcuma:

    • 400 ml di latte
    • 40 gr farina
    • 40 gr burro fresco
    • 1 cucchiaino di polvere di curcuma

     

    Preparazione:

    Far soffriggere in un largo tegame la cipolla tritata con l'olio ed il burro, unirvi i porri affettati, le zucchine affettate, farle ben insaporire lasciandole un poco rosolare, salare e cuocere a fuoco moderato. A cottura ultimata, togliere dal fuoco e unire il grana padano grattugiato.

    Preparare il roux alla curcuma mettendo il burro a sciogliere in una casseruola a fuoco basso per circa 1 minuto, nel frattempo setacciare la farina e quando il burro sarà completamente sciolto aggiungetela. Mescolare continuamente per 1-2 minuti il burro e la farina con un'apposita frusta per evitare che si formino grumi, mantenendo il fuoco basso aggiungete il latte tiepido al roux, lasciate addensare per ottenere la giusta consistenza ed aggiungete la curcuma in polvere e il pepe macinato fresco. Mescolare bene e lasciare riposare 5 minuti.

    Stendere la pasta con il matterello in una sfoglia dello spessore di pochi millimetri, adagiatela sulle formine imburrate, tagliatela a misura e foderate bene il fondo e i bordi. Ritagliare la pasta in eccedenza e ricoprire allo stesso modo le formine rimanenti. Pungete la pasta qua e là con una forchetta, versatevi dentro le zucchine e i porri mescolati precedentemente con il roux alla curcuma. Ricavare dagli eventuali ritagli di pasta delle striscioline con una rotella dentellata, disporle  a reticolato sulle crostatine e pennellare queste e i bordi con dell'uovo sbattuto o del latte.

    Cuocere in forno ventilato a 180° circa per 25'.

    Servire le crostatine di zucchine tiepide.

    Abbinamento consigliato:

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  • Expo Milano 2015: il padiglione della Val d'Aosta

    A Expo 2015 di Milano il padiglione della Val d'Aosta prende il posto di quello del Molise, all'interno di un viaggio virtuale in tutte le regioni d'Italia, nella settimana conclusiva del mese di luglio.

    Expo Milano 2015: la Val d'Aosta Expo Milano 2015: la Val d'Aosta

    Si passa dagli elementi naturali, Terra-Fuoco-Aria-Acqua, della piccola regione di Centro Italia, ad un'altra ambientazione simbolo del potere e della forza della natura.

    La montagna è il tema portante nel padiglione della Val d'Aosta ospitato in questi giorni alla kermesse di Milano.

    E come dare torto agli organizzatori valdostani, se la montagna diventa palestra di vita e simbolo della ascesa verso le vette, non solo in senso strettamente fisico, ma tanto più in senso figurato?

    Non per nulla "The rising earth" risulta essere il titolo, oltre che il leitmotiv di questa rappresentazione. La verticalità come simbolo di una terra aspra e montana e dell'eccellenza raggiunta grazie all'impegno e alla capacità di superare i propri limiti, trasformati per così dire in trampolini di lancio verso nuovi orizzonti.

    La piccola Val d'Aosta, la regione con il territorio meno esteso del nostro Bel Paese, è per contrasto e quasi per ossimoro quella che possiede tra i suoi monti le vette più alte d'Europa, le più ambite e frequentate.

    Non solo il Monte Bianco (4.810 m) è la vetta più alta di Europa, ma è stato il teatro principe della nascita dell'alpinismo, quando fin dal 1786 Jacques Balmat e Michel- Gabriel Paccard raggiunsero la sua vetta. Così come il Cervino (4.478 m), conquistato per la prima volta dal lato svizzero nel luglio 1865.

    Completano il quadro delle 4 vette più alte d'Europa il Monte Rosa (4.643 m), la vetta più alta delle Alpi Pennine, e il Gran Paradiso, unica montagna situata completamente in territorio italiano capace di guardare il mare dall’alto dei suoi 4.061 metri.

    Ebbene, nonostante le asperità del clima e di un territorio difficile, domati e resi amici con la tenacia e il rispetto della natura tipici della gente di montagna, la Val d'Aosta ha saputo trasformare i propri prodotti in eccellenze enogastronomiche, fino ad ottenere la qualifica di Dop per ben quattro delle proprie produzioni.

    La Fontina Dop, il Fromadzo Dop, il Jambon des Bosses Dop e il Lardo d'Arnad Dop, prodotti tipici di quest'area montana, dove la cura dell'allevamento e delle terre si concretizza nell'altissima qualità degli ingredienti, sono affiancate da una gamma ampia e qualificata di vini di montagna prestigiosi, riuniti sotto un'unica Denominazione di Origine Controllata Valle d'Aosta - Vallée d'Aoste, declinata in 7 sottodenominazioni di area e 15 di vitigno.

    Anche la produzione vitivinicola si può infatti considerare una conquista, ottenuta con la volontà a dispetto non solo delle particolari condizioni climatiche della Valle d'Aosta, ma anche in relazione alle caratteristiche dei terreni e alla loro esposizione, giacitura e pendenza, pazientemente trasformati dai viticoltori in terrazzamenti, fino a renderli paragonabili a giardini montani.

    Questo offre il padiglione della Val d'Aosta a Milano: le immagini delle splendide montagne valdostane accompagnate dallo sferzare del vento, dal rumore della natura, dai vortici di fiocchi di neve che accolgono fin dall'ingresso i visitatori. Lo spazio è dominato dai ghiacciai, riprodotti attraverso l'ausilio di pareti azzurrate e superfici a specchio, con getti di neve artificiale iperrealistica e nuvole di vapore soffuso, in una specie di nebbia luminescente.

    Montagna è tutto questo e non solo. Sembrano voler raccontare gli organizzatori.

    Non un'oasi da salvaguardare, ma una risorsa da vivere e valorizzare.

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