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  • Spaghetti ai fiori di zucca e curcuma.

    Ricetta degli spaghetti ai fiori di zucca, zucchine, gorgonzola e curcuma.

    Spaghetti alla curcuma, zucchine, fiori di zucca e gorgonzola. Spaghetti alla curcuma, zucchine, fiori di zucca e gorgonzola.

    Una ricetta molto delicata, di effetto e dedicata ai profumi e ai sapori dell'estate.

    Ingredienti per 4 persone.

    • 320 gr di spaghetti
    • 250 ml di latte fresco
    • curcuma
    • pepe nero macinato
    • 3 zucchine
    • 4 fiori di zucca
    • 50 gr di amido di mais
    • 100 gr di gorgonzola
    • sale q.b.

    Preparazione.

    Preparare gli spaghetti in acqua bollente profumata con della scorza di limone grattugiata.

    Preparare la crema con 250 ml di latte tiepido, aggiungere l'amido, la curcuma, il pepe ed infine il gorgonzola.

    far saltare le zucchine tagliate a julienne con un pizzico di sale ed un filo di olio evo.

    Decorare il piatto con un cucchiaino di curcuma sciolta in acqua tiepida.

    Versare gli spaghetti nella pentola dove sono state fatte saltare le zucchine, aggiungere i fiori di zucca, far saltare il tutto per un paio di minuti.

    Impiattare, versare la salsa sopra i nidi di spaghetti.

    Abbellire volendo con dei fiori di viola.

    Accompagnare con un vino bianco delicato.

  • Milano: Expo 2015, il padiglione della Svizzera

    Il tema dell'Expo Milano 2015 “Nutrire il pianeta” offre una sfida intrigante e difficile.

    Il padiglione della Svizzera a Milano Expo 2015 Il padiglione della Svizzera a Milano Expo 2015

    Dietro al significato più classico dello slogan dell'esposizione universale di Milano, si presenta un sottobosco intricato di aspetti politici, economici, sociali, a volte scomodi da affrontare, sebbene irti della consapevolezza che il nostro pianeta sia un pianeta a rischio, con una popolazione sempre in crescita e risorse limitate nel tempo e nello spazio.

     

    La Svizzera, con una sagacia che non pensavamo di poter osservare nei nostri cugini d'oltralpe, sembra essere uno dei Paesi che meglio ha colto nella kermesse di Milano il messaggio che gli ideatori di Expo 2015 chiedevano di sviluppare.

    Ce lo saremmo forse più aspettati da un popolo latino, facilmente bollato di fantasia a go- go, almeno più di quanto avremmo voluto constatare rispetto a un popolo che del senso delle regole e della praticità ha fatto il suo vanto e la sua storia, invece ci troviamo ad applaudire un'idea non solo geniale, ma perfettamente in tema con ciò che si aveva intenzione di porre all'attenzione dei visitatori a Milano.

    “Quanto ne rimane?”, “Ce n'è per tutti” sono le domande che campeggiano sulle facciate delle quattro torri del Padiglione della Svizzera ad Expo Milano 2015. La risposta verrà dai visitatori, dal loro senso civico e dal loro personale concetto di sostenibilità del pianeta.

     Le quattro torri, costruite con materiali che verranno in gran parte riutilizzati (tra il 75% e il 90%) per altre strutture, quali serre urbane, simbolicamente si abbassano man mano che le risorse alimentari in esse custodite si esauriscono. Ogni torre custodisce un prodotto tipico della Svizzera, ma niente cioccolato né formaggi, come si sarebbe potuto pensare, perché lo spirito svizzero per questa fiera di Milano è quello di occuparsi delle materie prime più che dei prodotti.

    A detta degli stessi organizzatori, quello che conta non è il pubblicizzare la produzione svizzera, ma rendere i visitatori di Milano consapevoli, perché il pianeta è di tutti e tutti corriamo gli stessi rischi di vedere le nostre risorse azzerarsi, senza un vero futuro per i nostri figli.Quindi caffè, mele, acqua e sale sono le risorse contenute delle quattro torri.

    Il caffè perché deriva dall’industria agroalimentare svizzera e rappresenta la capacità di innovazione, così come l‘impegno a garantire la sostenibilità lungo tutta la catena di valorizzazione della filiera, dalla pianta alla tazzina di caffè.

    A differenza di quanto normalmente pensiamo, nelle statistiche del commercio estero svizzero, tra i prodotti alimentari esportati, al primo posto non ci sono né il cioccolato né il formaggio, bensì proprio il caffè. Inoltre una delle più importanti aziende elvetiche, Nestlè, cura il progetto Nescafé con cui aiuta circa 400’000 agricoltori in 14 Paesi nel mondo, migliorandone la qualità di vita e le condizioni di lavoro.

    Nella seconda torre, in cui troviamo le rondelle di mele, prodotto tipico di un'alimentazione sana e naturale e simbolo della biodiversità, non solo viene rappresentata l'importanza dell'agricoltura, ma anche raccontata come icona dell'industria agroalimentare svizzera, come simbolo di un ritorno alle radici e dei valori di libertà incarnati da Guglielmo Tell.

    Nella terza torre, l'acqua rappresenta la risorsa principale per l'umanità e, ancora una volta in modo simbolico, proviene dalla falda freatica locale, con l'intento di portare un messaggio di sensibilizzazione sulla preziosità di questa risorsa rara e limitata, in Svizzera e a Milano come nel mondo intero. La torre è riempita di bicchieri con un’illustrazione che propone il ciclo dell’acqua. I visitatori possono servirsi d’acqua potabile nella torre e riutilizzare in seguito il bicchiere a Expo Milano 2015 o a casa.

    Infine, la quarta torre custodisce un altro bene prezioso: il sale. Proveniente dal sottosuolo svizzero, sta alla base dell'alimentazione umana.

    Lo spirito con cui viene proposto a Expo Milano è quello di sollevare il problema dello squilibrio tra un eccessivo utilizzo nei Paesi industrializzati e la carenza alimentare nei Paesi in via di sviluppo.

    Questi quattro prodotti, ciascuno nella propria torre, vengono distribuiti gratuitamente e senza limitazioni ai visitatori. Tuttavia non verrà fatto nel corso di tutta la durata della fiera di Milano alcun rifornimento. Quando saranno terminati, non ce ne saranno più. Simbolicamente, come le risorse naturali, destinate prima o poi a finire. Il senso di responsabilità dei visitatori viene messo alla prova, così come viene solleticata una coscienza civica troppo spesso addormentata dagli agi e dalle facili comodità.

    “Quanto ne rimane?”, dicevamo appunto. Troppo poco. Le scorte stanno già finendo e la kermesse di Milano deve ancora durare a lungo. Sperando che nella lungimiranza elvetica, tutto ciò non sia paradigma della sorte che il nostro bistrattato pianeta sia prima o poi destinato a subire.

  • Come distinguere l'Olio

    pianta di ulivo Pianta di ulivo

    Quello che ai più l'olio di oliva appare come un semplice condimento in realta' e' un alimento, un vero e proprio succo di frutta sempre che si tratti di un olio extravergine. 

    E' bene sapere che gli olii di oliva si distinguono in varie categorie merceologiche e di queste l'olio extravergine rappresenta la categoria superiore.

    Di seguito specifichiamo meglio le varie definizioni:

    OLIO DI OLIVA EXTRAVERGINE : olio ottenuto per semplice spremitura meccanica dell'oliva con procedimento di lavaggio, gramolazione della pasta ottenuta dopo frangitura, centrifugazione,  separazione dalla porzione di acqua e residui secchi (sansa) e filtrazione meccanica o per decantazione. In nessuna di queste fasi viene fatto ricorso a sostanze chimiche. Il gusto e' perfetto quando la procedura di estrazione ha rispettato tutte le regole previste per l'estrazione a freddo (temperatura non superiore a i 27 gradi) , acidità non superiore allo 0,8 %, si ha così un olio extravergine ad alto contenuto polifenolico, diventando un alimento nutraceutico.

    OLIO VERGINE DI OLIVA: uguale procedimento estrattivo ma l'acidità libera e' del 2%.

    OLIO DI OLIVA: consiste in una miscela di un olio rettificato con un olio vergine commestibile. Rettificato vuol dire che ha subito un procedimento chimico con deodoranti, deacidificanti e risulta quindi raffinato chimicamente.

    OLIO DI SANSA: ottenuto dalla sostanza secca di scarto e tramite l'uso dei solventi viene ricavato un olio che verrà poi sottoposto al processo industriale di raffinazione come per l'olio di oliva.

    Cosa troviamo sugli scaffali della GDO?

    Sugli scaffali della grossa distribuzione è facile trovare tutte le tipologie di olio senza un distinguo ed il consumatore non attento potra farsi invogliare da un prezzo vantaggioso ed acquistare un olio di oliva credendo erroneamente di consumare un buon olio genuino molito in frantoio. Altra storia le miscele perché anche scegliendo quello che in etichetta viene denominato olio extravergine, si scopre nella maggior parte dei casi, ma solo leggendo il retro dell etichetta, che in realtà si sta acquistando miscele di oli comunitari o extracomunitari di dubbia provenienza. Si tratta di blend industriali nutrizionalmente meno ricchi di composti fenolici e di polifenoli che poi all'esame a campione non superano mai i test , in quanto difettati o rancidi . Ciò giustifica il prezzo non adeguato alla categoria merceologica di riferimento. Basterebbe pensare che il produttore artigianale ha costi enormi sia di tenuta del campo che di raccolta, certificazioni e per produrlo spende fino sette/ otto euro al litro. La dicitura oli comunitari in realta' non vuol dire nulla, la provenienza è dubbia ed è impossibile risalire all'azienda produttrice che sola puo garantire l'intera filiera e la provenienza del prodotto.

    La grossa distribuzione non è piu credibile e danneggia fortemente la produzione di qualità generando confusione nel consumatore, bombardato al contrario da temi come sostenibilità del territorio, etica e tradizioni. La categoria di mercato "olio extravergine di oliva" intesa come la piu elevata categoria di qualità copre una vasta gamma di oli da quelli di alta qualità a quelli che rispettano appena o per nulla i requisiti di qualità di base.

    Per questo motivo il Parlamento Europeo sta per adottare misure protettrici della qualità dell'olio a tutela del produttore artigianale.

    Produrre olio extravergine di qualità è fatica, passione e ancora fatica. Il campo per essere produttivo e mantenerlo tale abbisogna di cure agronomiche continue, che richiedono impiego continuo di manodopera e macchinari. I terreni collinari poi diventano ancora piu onerosi per le spese di gestione, anche se rimangono di fatto i terreni che assicurano il miglior microclima e habitat per l'olivo. Potature di ringiovanimento, di produzione, concimazioni a seconda del regime in cui è condotto, regimentazione delle acque meteoriche, mantenimento del territorio e della salubrità delle piante.

    Operazioni non facili perché non aritmetiche e tutto rimane nella precarietà del se e forse dalla fioritura, all' allegazione del frutto ed all' invaiatura (cambiamento di colore dal verde al viola) momento ideale per iniziare le procedure di raccolta meccanica tramite pettini pneumatici o scuotitori. Il prodotto appena raccolto deve essere portato in frantoio e molito entro e non oltre le dodici ore ed anche meno dell' olio ottenuto conservato in cisterne di acciaio preferibilmente a temperatura controllata per evitare fenomeni ossidativi. La valutazione di un olio extravergine passa dal palato, si potranno distinguere i diversi sentori caratteristici delle varie cultivar. La ricchezza delle cultivar italiane circa 500 fa si che il consumatore abbia una grandissima scelta a seconda delle sue preferenze. Potrà trovare nella Sinopolese un fruttato (l'odore che emana l'oliva schiacciata) leggero o medio a seconda delle annate e sentori marcati di erbaceo e mandorla verde, mentre in una Nocellara del Belice sarà preponderante il sentore di pomodoro ed un fruttato intenso, in una Coratina sarà preponderante il sentore di amaro.

    Considerando che l'amaro ed il piccante sono sempre presenti in un buon olio anche se con intensita diverse da cultivar a cultivar. L'uso dell'olio extravergine in cucina è ormai polivalente perché viene sempre piu utilizzato al posto del burro anche nella preparazione dei dolci.

    Esalta il gusto del piatto e lo completa apportando quantità importanti di antiossidanti preziosi per la nostra salute. E' provato ad esempio che le verdure cotte in olio rispetto alle verdure crude aumentino la capacita antiossidante.

    Articolo scritto da: Rita Licastro produttrice dell'Olio Extravergine di Oliva Santa Tecla

  • Crema di Spinaci

     

    Crema di spinaci

     

    Ricetta crema di spinaci

    Ingredienti :

    4/6 persone

    • 1 carota
    • 1 cipolla
    • 1 spicchio d'aglio
    • 1 patata
    • 450gr di spinaci freschi
    • latte burro
    • farina
    • sale q.b.
    • pepe in grani q.b.
    • basilico fresco
    • timo, maggiorana, noce moscata

     

    Preparazione

    Tempo di preparazione: 40 minuti

    Cuocere la carota, la cipolla, l'aglio e la patata in acqua. Portare a cottura, frullare il tutto nell'acqua di cottura. Pulire e cuocere gli spinaci freschi con una tazza di acqua, portare a cottura e frullarli sempre nell'acqua di cottura.

    Preparare il roux mescolando: 1/3 di una tazza di farina tipo 2 ( preferibilmente macinata a pietra), 1/3 di una tazza di burro fuso, 2 tazze di latte . Cuocere il tutto a fuoco basso mescolando fino ad ottenere una crema morbida e liscia.

    Aggiungere gli spinaci al roux insieme ad un pizzico di sale, pepe in grani macinato, 2 foglie di basilico tritate, un pizzico di noce moscata, un pizzico di timo e maggiorana.

    Aggiungere la prima crema alla seconda con il roux. Aggiustare di sale e spezie, riportare sul fuoco a fiamma molto bassa e mescolare fino ad avere una crema liscia, profumata e verdissima!

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